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Tavolo con oggetti da barattare

Tavolo con oggetti da barattare

Ho partecipato per la prima volta a un’iniziativa fatta dall’Associazione Gio.Core e il Comune dove abito. Ho aderito senza esitare perché volevo essere partecipe di un baratto dove non conoscesse le persone coinvolte. Io avevo già organizzato diversi tipi di baratto ( giocattoli e abitini) in passato con le mamme dell’asilo nido che frequenta la mia piccola, ma volevo vedere come ci si organizza per uno “All’aperto”. La domenica concordata, con famiglia & Co prendiamo i sacchettoni di tessuto con gli oggetti vari da barattare, tavolino e sgabello e ci rechiamo al parco dove si svolge la manifestazione. Sorpresa!: un gazebo solo per me. Gli altri gazebi erano già allestiti con tavoli lunghi pieni di roba e prezzi!. Premetto che siamo arrivati con mezz’ora di ritardo, Io e mio marito ci siamo scambiati sguardi un po’ stupiti e sono andata alla ricerca dell’organizzatrice per chiedere allora se non si trattava di un baratto. Lei mi ha accolto molto allegra e mi disse di non preoccuparmi e di vendere quello che avevo portato e divertirmi. Ecco, il baratto alla fine era un “mercatino dell’usato”, ma con la differenza che hanno messo a disposizione un tavolo lungo con diversi oggetti con la scritta “quello che non serve a me, può servire a te. Se ti piace qualcosa, puoi prenderla”.
Oltre il gazebo mi hanno dato un tavolo lungo per disporre tutto a vista. Quando abbiamo sbirciato sulle cose che hanno messo in vendita gli altri, siamo tornati a casa  per prendere altre cose dismesse che avevamo in cantina e almeno coprire lo spazio vuoto che rimaneva sul tavolo che ci hanno offerto. Mio marito ha avuto la brillante idea di portare gli “acchiappamosche maschili”. Scusate se li chiamo così, ma è incredibile come gli uomini si avvicinano quando intravedono sui tavoli dispositivi elettronici e cavi vari. Per darvi una idea di quello che si può barattare faccio un breve elenco di quello che abbiamo portato: –Oggetti per la cucina: tipo bilancia, prese per le pentole, segnaposti, utensili vari non utilizzati oppure doppiati per cucinare. -Abbigliamento: scarpe, borse, magliettine, pantaloni che non usiamo più perchè ritenuti fuori moda oppure non ci vanno più.– Giocattoli: i bambini si stufano facilmente dei giocattoli, quindi barattarli è una ottima idea.- Cibi: non vi è mai capitato di ricevere in regalo dei cestini natalizi oppure nei compleanni con alcuni cibi non graditi? Il gusto è  personale, quindi qualcuno può impazzire per quello che a te non piace. -Cura personale: creme, profumi, saponette in confezione nuove ricevuti in regalo, ma che non gradite perché avete fatto il cambio e volete solo ingredienti buoni per la salute, o semplicemente non gradito il profumo.
I nostri prezzi erano prezzi simbolici, dai Eur 0,50 ai Eur 5 massimo. La prima cosa che ho venduto: una bottiglia di grappa Varnelli!. Poi le presine per le pentole in motivi natalizi, il primo scavalcabile della mia principessa, il pannolino/costumino per la piscina rigorosamente lavabile,  portafoglio in pelle, profumo e olio per il corpo, ecc. Ho portato un ferro da stiro e questo l’ho regalato. La ragazza che l’ha voluto non poteva crederlo, ma a me non sembrava giusto dare un prezzo. Ne aveva bisogno, allora glielo davo volentieri!. Prima di tornare a casa ho lasciato sul tavolo lungo del “baratto” un cotechino e una confezione di miele di castagno; questi due elementi non volevo proprio portarli indietro a casa a riempirmi la credenza. Cosa ho imparato di questa giornata?: Dai commenti che sentivo in giro ho avuto la sensazione che non tutti sono pronti a barattare. La gente vorrebbe, ma teme il giudizio. Barattare è un’ottima filosofia e una volta fatta la prima esperienza si apprezza e si vuole continuare. Qui il “sono stato fregato” non esiste, perchè tutto si fa de visu. Fai amicizia, due persone si mettono d’accordo per fare lo scambio o semplimente regali e hai il piacere di vedere che sei stato in grado di dare una seconda vita ad un oggetto che sicuramente avrebbe finito nella spazzatura oppure riempiendo uno spazio che potresti utilizzare con altre cose… o lasciarli vuoti e sentirti un po’ più libero.

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