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Jeans sabbiati

Il jeans é un capo che continua a piacerci. Col passare del tempo lo vediamo proposto in diversi modelli: skinny, vita bassa, zampa di elefante, classico, lacerato, tinta unita oppure invecchiato, ecc. Sul look invecchiato e vissuto vogliamo fermarci perché nell’epoca dell’usa e getta non ci si può aspettare il corso naturale e i marchi ci hanno abituato ad indossare e cercare jeans scoloriti, prelavati, sfilacciati, usurati. I marchi ci guadagnano bene e noi soddisfiamo il nostro desiderio di essere “alla moda”. L’effetto d’invecchiamento si ottiene con la sabbiatura (sandblasting), una tecnica che consiste nello sparare  sabbia silicea ad alta pressione sul tessuto denim. Studi scientifici hanno dimostrato il nesso tragico tra sabbiatura e silicosi, una delle peggiori malattie polmonari. In Turchia dal 2005 ad oggi sono morti 46 lavoratori a causa di questa malattia incurabile, contratta nelle fabbriche di jeans. Altri 500 casi sono stati diagnosticati e si stima che almeno 5mila persone ne siano affette. Niente si sa di paesi come Egitto, Bangladesh, Cina, Pakistan, Messico dove la tecnica è praticata al pari della Turchia, spesso in laboratori dell’ economia sommersa, per rifornire il mercato nordamericano e europeo. La Clean Clothes Campaign chiede ai produttori di eliminare la tecnica di sabbiatura e di risarcire e ricollocare i lavoratori colpiti dalla malattia. Chiede ai governi di vietare questa tecnica e di garantire cure mediche e pensioni di invalidità. Alcuni grandi marchi hanno dichiarato ufficialmente la cessazione della vendita di jeans sabbiati, fra questi Levi’s, H&M e Gucci.

Ci sono fabbricanti  che hanno adottato tecniche innovative per dare il look scolorito senza l’utilizzo d’acqua come la Dogg label con la linea “Japan Rags Zero” che vengono scoloriti con un trattamento di ozono in macchine speciali. Per il momento questa tecnica viene applicata per la collezione  jeans uomo in quanto la morbidezza del capo è più importante per la donna e la produzione senz’acqua rende i jeans meno morbidi. Inoltre, la maggior parte dei jeans per donna ha spandex dentro la fibra tessile e qui purtroppo la tecnica non funziona molto bene, ma l’azienda francese seguirà comunque con la ricerca per una produzione eco sostenibile. (Lylian Richardière per Sportswearnet)
Per ulteriore informazione potete visitare abitipuliti.org, sezione italiana della Clean Clothes Campaign.

La consapevolezza del consumatore può contribuire, attraverso acquisti consapevoli, a far scomparire del tutto questo processo ‘estetico’ estremamente pericoloso.

Una risposta a Jeans: scoloriti, vissuti?

  • rossella scrive:

    adoro i jeans.
    e ti confesso che conservo ancora con riverenza un paio di jeans mooolto vissuti di quando avevo 16 anni.

    e ti dirò a volte li metto pure…

    :)

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