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Cosmesi

Ieri ho fatto un salto nella profumeria limoni perché lì mi è comodo comprare alcune saponette che fa I provenzali, le quali sono 100% biodegradabili e hanno un prezzo contenuto. Ho voluto vedere cosa c’era negli scaffali delle creme per il corpo e così ho preso in mano quasi tutte le creme a disposizione mettendo a fuoco grafica, gioco di parole, messaggio al consumatore e per ultimo ho sbirciato l’Inci. Poiché il Biologico, il naturale va di tendenza tante aziende se ne stanno adeguando e riformulando i prodotti oppure solo cambiando packaging, ma bisogna stare attenti e non solo acquistare il prodotto perché dice con “XX” da agricoltura biologica. Caspita!, cosa ce ne facciamo di quella piccola percentuale biologica dentro un cocktail di paraffina ed altri chimici che non fanno bene alla salute?. Poi ho notato la guerra del senza e percentuali : senza parebeni, senza profumo, senza coloranti,  oppure  zero parabeni , ecc e percentuali ed il resto?. Non sono una chimica e per credere in un prodotto non vado dietro certificazioni, ma scelgo prodotti in base agli ingredienti, ovvero Inci, prendendo come guida il biodizionario. Evito a tutti costi l’imidazolidynil urea perché è un conservante, composto da origine sintetica che oltre non essere biodegradabile può rilasciare formaldeide e da saponette, shampoo, saponi liquidi il tetrasodium edta perché sequestra i metalli rendendoli disponibili per essere disciolti in acqua non aiutando per niente la fauna marina. Purtroppo questi due componenti sono usati spesso nei cosmesi convenzionali, perciò se davvero vogliamo scegliere prodotti sicuri per noi, ma anche per la nostra terra, non ci rimane che dedicare un po’ di tempo per leggere l’etichetta degli ingredienti. Gioco di parole? Io non ci sto!

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