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– Riparare: Il riparare è ormai diventato un arte. Non è colpa nostra se ormai non producono le cose per essere riparate, ma sostituite. Quando acquistiamo un prodotto, teniamo molto presente com’è confezionato, come’ è il suo meccanismo di funzionamento. A livello d’abbigliamento intendiamolo come rammendare e rinforzare. Una cucitura sta cedendo? Un bottone si è staccato? Prendiamo ago e filo e ripariamo subito anziché lasciare il capo in un angolo dell’armadio.

– Restituire: Ci sono diversi compagnie che hanno lanciato il programma di recupero di piccole apparecchiature elettroniche e anche dei toner e cartucce delle stampanti. Se dobbiamo acquistare un dispositivo nuovo, informiamoci prima se ritirano quello vecchio. Parlando di moda, già tante firme stano facendo dei progetti per rendere abiti dismessi delle loro vecchie collezioni e non oppure scarpe dandoci in cambio un buono sconto, ecc.

– Riempire: Acquistare prodotti alla spina come il latte, detersivi oppure riempire la nostra borraccia dell’acqua prima di uscire di casa e portarla sempre con noi. Oppure riempire noi stessi la nostra borsa riutilizzabile per la spesa e non accettare più quella offerta dai negozianti aiuta enormemente a ridurre la produzione di contenitori di plastica per l’imballaggio di prodotti e sacchetti di plastica o cartone.

– Rifiutare: Con un semplice gesto, faremo già tanto. Rifiutare l’acquisto di prodotti imballati in modo eccessivo. Rifiutare il più che si può prodotti mono uso. Preferire bere un caffè o tè in una bella tazza e non in tazzine d’ asporto.

– Risparmiare: Bombardati da pubblicità, circondati da bellissime vetrine, il frenetico cambiamento di moda e tutti i nuovi modelli carinissimi di cellulari e smartphone che sfornano quasi mensilmente di certo non ci aiutano a frenare l’impulso di shopping. Teniamo duro, stringiamo i denti e chiediamoci sempre: … ma ne ho davvero bisogno? Quante ne ho già in casa che non uso?. Chiedi il prezzo, controlla bene l’oggetto del frenetico desiderio e ripensaci. Se torniamo da un giretto fra negozi con i soldi in tasca e senza aver strisciato il bancomat o la carta di credito, ma solo aver mangiato un gelato o preso un caffè, beh ci meritiamo un bel bravo/a!. Con questo non si vuole dire non comprare perché è necessario tenere in moto l’economia, è un invito a fare delle scelte giuste e investire in qualità.

– Regalare: Per regalare un oggetto e questo sia apprezzato non deve essere per forza nuovo, oppure non dobbiamo attendere una data speciale per fare questo bel gesto. Capita spesso di avere delle cose in casa che non utilizziamo più e che di sicuro altra persona ne ha bisogno e ne farà prezioso uso. Se fra le tue amicizie o conoscenze non trovi qualcuno a chi regalare l’oggetto che non utilizzi, iscriviti online nelle comunità di baratto per scambiarlo oppure regalarlo. Regalare è un gesto che scalda il cuore.

– Riciclare: dopo aver tentato di seguire le “6R” precedenti, rimane il riciclare. Il ricliclare aiuta a ridiurre i rifiuti da essere smaltiti, aiuta al risparmio energetico e a ridurre le emissioni di CO2.

Una risposta a Le "7 R"

  • diana scrive:

    Io sono cresciuta in un mondo diverso da oggi, mi ricordo ancora i piccoli negozi di vicinato dove tutto si acquistava sciolto: la pasta, il riso, lo zucchero, l’olio, il vino e il latte. C’erano i consorzi agrari (oggi scomparsi) dove venivano venduti prodotti a kilometro zero, provenienti dalle zone circostanti o dalla rete dei consorzi e con prezzi calmierati. I negozianti ci facevano credito; quando la famiglia era in difficoltà si stringeva un patto basato sul rispetto e ognuno a fine mese pagava il debito. Oggi la grande distribuzione ci educa al consumo più sfrenato, con mezzi discutibili quali messaggi sublimniali, musichette invoglianti, prodotti civetta. Siamo obbligati a usare l’auto e finiamo fagocitati da questi grandi centri commerciali che ci vogliono consumatori ad ogni costo, anche nelle feste comandate e il primo maggio. Schiavizzano i dipendenti costringendoli ad accettare turni di lavoro che non lasciano spazio alla famiglia e alla vita sociale. Provate a lavorare 25 ore alla settimana su sette giorni con turni a singhiozzo e stipendi inadeguati!
    E’ dura far capire ai figli che si può vivere diversamente così bombardati come sono da messaggi negativi.
    Bisogna tornare indietro, consumare meno consumare correttamente. Conservare e rispettare le fonti di energia, ragionare prima di agire, non lasciare che il profitto regoli le nostre vite . grazie per lo spazio ciao

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